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Le otto

Lady Glamour

Sono le otto, le otto e lui ancora non si vede, ma che donna è quella che arriva puntuale e gli tocca aspettare il suo uomo?

Uomo … il mio uomo? Forse non è il termine esatto, diciamo che è colui che mi paga le bollette e l’affitto a fine mese. Ecco perché mi tocca aspettarlo, sotto questo portone mentre la pioggia di questa fredda primavera mi scivola addosso.

Lady GlamourLe otto e un quarto, dove sei Alfred? Dove sei finito?  Adesso lo chiamo, gli faccio capire che mi sono rotta le scatole di lui – già – ora mi sente. No no no no no eccolo, è lui, ecco la sua bella macchina che parcheggia dall’altro lato della strada, e io devo attraversare.

 

Eccolo la, che mi guarda con sufficienza mentre attraverso e soprattutto mentre mi accomodo sul sedile in pelle della sua auto tedesca sono le otto e venti, ha venti minuti di ritardo e tutto ciò che fa è complimentarsi per le mie gambe avvolte nei miei nuovi collant – fottiti stronzo – prima o poi lo trovo un altro meglio di te.

Ma come ho fatto ad arrivare a questo punto? Venti anni fa non ero così, stavo per diplomarmi, stavo per entrare nel mondo del lavoro, ed ora eccomi a fare la escort per vivere. Oddio, certo è sempre meglio che lavare le scale o cucire e a volte può essere anche piacevole, ma quanta bassezza, quanto dolore, quante bugie a mia madre che ancora oggi è convinta che lavoro in uno studio legale.

Non dice una parola mentre andiamo al ristorante, fissa la strada e accarezza le mie cosce, ed io? Fisso la strada e cerco di pensare a domani mattina, avrò 600 dollari in più in tasca e un nuovo mal di schiena, chiudo gli occhi immaginando che sia gia notte ma quando li riapro sta parcheggiando al ristorante.

La solita gente che ordina il solito menù, è sempre così “Da Nino” uno dei migliori ristoranti della Chicago per bene, clienti eleganti ed educati, bambini composti, genitori per bene ed io … la puttana del mio uomo che mi sento a disagio, perché ho sempre l’impressione che tutti sappiano quello che faccio per vivere, ma chi se ne frega … tra dieci anni smetto e con quello che ho messo da parte mi compro una casetta nel Conneticut.

Giorgio, il cameriere mi fa accomodare ed entra con lo sguardo tra le mie tette tirate su grazie al push-up, “ma cosa guardi coglione” mi verrebbe da dire, piuttosto guardami il culo, quello si che è ben fatto.

Beviamo qualcosa prima? Me lo chiederà tra 5, 4 3, 2, 1 … “Beviamo qualcosa prima?” prevedibile come la neve nella Russia di mia madre in inverno, il solito ottimo vino, ancora gli sguardi di Giorgio e … e quello al tavolo di fronte chi è? Sembra interessante … ha dirottato i suoi occhi sul mio seno ignorando quasi del tutto la sua compagna di tavolo, che devo dire non è niente male.

Due ore, due ore per una buona cena, tutti i miei giorni e le notti sono scanditi in ore, due ore e poi mi accompagnerà nel “nostro” appartamento al centro, mi sbatterà come la troia di turno per sfogare il suo stress oltre che le sue palle, si farà qualche ora di sonno e poi se ne andrà.

L’appartamento lo ha scelto lui, non fa una piega visto che ne paga l’affitto e io l’ho lasciato così com’era, non sono certo un arredatrice e non ho intenzione di personalizzarlo, chiudiamo le finestre e lui è gia in boxer, mi prende per mano, mi fa sedere sul bordo laterale del letto, mi tira fuori il seno mentre io faccio lo stesso con il suo membro, lo accarezzo, comincio baciarlo sulla punta, lo lecco dolcemente, mentre accarezzo le sue palle altrettanto dolcemente; mentre lui, praticamente mi stritola le tette. Lo porto tutto alla mia bocca, lo succhio mentre vado su e giu sul suo bastone duro, lui mi tira indietro la testa, mi fa stendere, mi leva il vestito e comincia a venirmi sopra, mi sbatte bene, è ben piazzato e mi fa provare piacere, mi scopa fino ad arrivare e poco prima di farlo esce per venirmi sulle cosce e poi si butta al mio fianco, non una parola, mentre io mi pulisco, gia … sono arrivata anche io, due volte mentre mi scopava dandomi della troia … questo io sono per lui … sono la sua troia, mi scopa, viene e si addormenta.

 

Quando lui si alza trova gia la colazione pronta … ah, ma ve l’ho detto che il tipo è pure sposato? No vero? Dettagli, ogni volta che dorme da me dice alla moglie che è a New York  per un paio di giorni, che coglione!!!

Fa colazione, mi bacia e se ne va, delle volte penso di essere io la moglie, manca solo una marmocchia tra i piedi, figlia che io non ho ma lui si.

È andato via, sono le otto e io mi rimetto a letto.

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